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I bisogni e la domanda turistica

I bisogni e la domanda turistica

Il termine “bisogno” nella lingua italiana indica la mancanza di qualcosa di indispensabile, di cui si sente la necessità o il semplice desiderio. 

Alla base di ogni attività umana vi è uno stato d’insoddisfazione, un bisogno, che porta l’individuo a cercare i mezzi più idonei per poterlo soddisfare. 

Nell’era moderna il bisogno di evadere dalla routine quotidiana, per rilassarsi o semplicemente per svago, è indice di una richiesta di specifici servizi, semplici o complessi, adatti a soddisfare precise necessità legate al viaggio. 

SOMMARIO DEI CONTENUTI

Scala dei bisogni di Maslow

LA DOMANDA TURISTICA E LA PIRAMIDE DEI BISOGNI

Possiamo definire la domanda turistica come la richiesta, da parte di chi viaggia (persone singole, famiglie, gruppi) di beni e servizi turistici. 

Attualmente sappiamo che la domanda turistica è caratterizzata da clienti sempre più esigenti, consapevoli ed informati; interessati ad essere coinvolti a 360° nella vita della comunità ospitante. 

La domanda turistica nasce dall’impellente bisogno di viaggiare: fino al secolo scorso alla parola “viaggio” veniva attribuito in economia l’attributo di “desiderio”; oggi viviamo in una società talmente stressata e stressante che il viaggio è divenuto un’esigenza prioritaria.

Vi sono tante classificazioni di “bisogno”, più o meno accademiche: la più generalista è quella che vuol suddividere i bisogni in primari, secondari e terziari. 

A me preme darvi un punto di vista diverso e multidisciplinare: uno dei primi teorici a coniare il termine “Bisogno” fu, nel 1954, lo psicologo statunitense Abraham Maslow il quale identificò una gerarchia di bisogni che l’essere umano deve soddisfare lungo l’arco della sua vita:

  • Bisogni fisiologici come bere, mangiare, riscaldarsi etc;
  • Bisogno di sicurezza e di protezione;
  • Bisogno di sentirsi parte di un gruppo o di una comunità: il classico bisogno di aggregazione;
  • Bisogno di sentirsi stimato e gratificato;
  • Bisogno di sentirsi auto-realizzato

Ebbene, oggi potremo dire che il bisogno di fare turismo è considerato a tutti gli effetti un bisogno fisiologico. Poi, ciascun viaggiatore riversa sul viaggio un bisogno ancora più intimo, tra quelli individuati da Maslow, che porta a vivere il soggiorno come una vera e propria esperienza di vita.

 

LE CARATTERISTICHE DELLA DOMANDA TURISTICA

La domanda turistica possiede alcune caratteristiche fondamentali:

  • è composita, ossia si compone di beni e servizi;
  • è stagionale poiché tende a concentrarsi in determinati periodi dell’anno;
  • è ciclica ossia legata al regolare ripetersi di particolari eventi a cadenza annuale;
  • è  elastica ossia tende a variare in seguito all’aumento/diminuzione dei prezzi, agli eventi sociali e naturali, al cambiare della moda etc;
  • è fungibile ossia sostituibile: il turista può scegliere tra un numero svariato di proposte, diverse tra loro ma tutte utili al soddisfacimento del suo bisogno. il prodotto turistico è dunque privo di una individualità specifica ed è anzi intercambiabile con altri beni. 

DOMANDA E TIPOLOGIA DI TURISTA

Nel mio ultimo articolo, “Le tipologie di turisti in hotel“, ho sottolineato l’importanza di comprendere il segmento di mercato da soddisfare al fine di assicurare un servizio d qualità. 

Nel marketing, per “segmento” s’intende un cluster di individui che hanno aspetti comuni di natura:

  • Demografica: età e sesso, composizione nucleo familiare, livello di istruzione, livello reddito;
  • Psicografica: stile di vita, modo di pianificare il viaggio, bisogno prevalente da soddisfare;
  • geografica;
  • comportamentale: propensione a viaggiare in bassa/media o alta stagione, frequenza di acquisto (cioè, se sono viaggiatori abituali), propensione alla spesa, motivazione al viaggio, grado di fedeltà al Brand.

Questo tema è stato approfondito nell’articolo precedente; qui mi limito a darti consapevolezza che ovviamente la proposta turistica varia in base alla clientela da soddisfare: i bisogni di un segmento family saranno diversi dal turismo della terza età; le necessità di chi vuol intraprendere un viaggio per socializzare saranno diversi da chi affida al viaggio uno scopo di ricerca di sé.

 

LA MOTIVAZIONE AL VIAGGIO

Per “motivazione al viaggio” s’intendono tutte quelle forze socio-psicologiche che inducono il potenziale cliente a scegliere una determinata destinazione turistica:

  • soddisfacimento dei bisogni primari;
  • ricerca di sé stessi, quindi un viaggio che abbia come scopo ultimo il benessere psico- fisico della persona;
  • arricchimento delle proprie conoscenze, ossia un viaggio orientato alla scoperta di nuove mete turistiche inesplorate o di insoliti itinerari;
  • prestigio sociale;
  • cambiamento;
  • fuga/ evasione dalla routine quotidiana;
  • ricerca del nuovo.
 

Sembra banale ma nell’era nella digitalizzazione sono sorte numerose agenzie e altrettanti gruppi sui Social che organizzano viaggi per conoscere altre persone. 

Varie strutture ricettive si sono adeguate a questo nuovo segmento di mercato costruendo esperienze turistiche ad hoc e molti tour operator si sono specializzati in “viaggi per single”. 

giro in gondola

OFFERTA TURISTICA

L’offerta turistica è l’insieme dei beni e dei servizi che gli operatori del settore propongono ai turisti per soddisfare i loro bisogni.

Per poter incentivare il turismo in una destinazione turistica è fondamentale, per chi opera nel settore, avere padronanza della propria offerta turistica ossia partire da ciò che la destinazione può offrire a livello di intrattenimento, infrastrutture, servizi, livello di accoglienza, offerta ricettiva ed altro ancora.

Lo studioso francese Paul Defert ha stilato nel 1982 una classificazione delle risorse e degli elementi ambientali di attrazione turistica di una destinazione:

  • Hydrome ossia l’acqua in tutte le sue forme;
  • Phytome, la terra e quindi pianure, montagne, colline, foreste etc…
  • Lithome, i monumenti e le testimonianze di culture e civiltà scomparse ed esistenti (edifici, torri, palazzi antichi e moderni);
  • Anthropome, l’uomo, i suoi stili di vita, le sue feste, i suoi riti, l’artigianato e il folklore.

Più analiticamente, il CESDIT (Comitato Scientifico Permanente per il Turismo) elenca gli elementi del capitale turistico di cui dispone una destinazione turistica, raggruppandoli in 5 grandi macro-categorie:

  • Il capitale naturale, quindi tutte le risorse che Defert aveva inserito nella Hydrome e della Phytome;
  • Il capitale storico e artistico, in altre parole la Lithome;
  • Tradizione e cultura: l’antrophome;
  • Le infrastrutture;
  • Il capitale turistico in senso stretto ossia ricettività e strutture incoming.

Se mancasse anche solo uno di questi tasselli del puzzle, non sarebbe possibile parlare di “destinazione turistica”: potremo mai promuovere un territorio ricco di patrimonio naturale, ma scarso a livello di infrastrutture?

Potremo mai proporre la vendita di un’esperienza turistica in un luogo immacolato, ricco di infrastrutture e capitale naturale ma con scarsa o inesistente ricettività?

Questi problemi ahimè sono ancora presenti in molte regioni italiane che non investono ancora su un serio piano d’investimenti di carattere infrastrutturale e culturale tale da permettere al turista di scoprire luoghi bellissimi ma ancora lontani dal poter essere commercializzati.

 

LE CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO TURISTICO

L’offerta turistica presenta quattro caratteristiche distintive:

  • è composita, ossia formata da un insieme di beni e servizi che danno via ad un prodotto (per esempio il viaggio organizzato) che il turista percepisce come unico;
  • è infungibile: ogni prodotto turistico ha una composizione talmente specifica da renderlo unico, non sostituibile da altri prodotti;
  • non è trasferibile: l’offerta turistica è legata strettamente all’ambiente, al paesaggio, al territorio e alle persone che lo abitano per cui ciò che si trova in una destinazione turistica non può essere spostato in un’altra località;
  • è rigida: l’offerta turistica difficilmente può subire variazioni. Per esempio, nei periodi di alta stagione un albergo non può costruire nuove camere per accogliere un numero di prenotazioni superiore alle proprie capacità ricettive. 

Allo stesso modo, quando si parla di prodotto turistico quindi di un viaggio, si parla di qualcosa di:

  • intangibile perché costituito dalla prestazione di servizi professionali che non puoi “toccare con mano”;
  • inimmaginabile perchè non è possibile produrre servizi e tenerli in magazzino fino al momento della richiesta.
cartelli stradali

IL CICLO DI VITA DELLA DESTINAZIONE TURISTICA

Strettamente vincolato al’offerta turistica è il concetto, proprio del marketing, di “ciclo di vita della destinazione turistica”.

Il concetto del “ciclo di vita di un prodotto/servizio” è uno dei concetti fondamentali del marketing e fu coniato nel 1980 da Butler.

Il concetto di “Ciclo di vita” si basa sull’assunzione che i prodotti/ servizi attraversino un ciclo di nascita, vita e morte come un qualsiasi organismo vivente.

  • Asserire che un prodotto ha un ciclo di vita significa anche che:
  • il prodotto, nel nostro caso la destinazione turistica, ha una vita limitata;
  • le vendite attraversano stadi distinti, ognuno dei quali presenta sfide, opportunità e problemi per l’operatore turistico;
  • i profitti aumentano e diminuiscono a differenti stadi del ciclo di vita del prodotto.

Se sei interessato e vuoi scaricare ulteriori approfondimenti sul ciclo di vita della destinazione turistica e sulle politiche di marketing da esercitare in base allo stadio evolutivo, clicca qui e scarica le slide del corso in Organizzazione Eventi & Marketing Territoriale.

Per chi opera nel settore turistico e alberghiero è importante avere consapevolezza dello stadio evolutivo della destinazione turistica da proporre al cliente, poiché questa è un fattore determinante affinché avvenga il famoso match tra bisogno, e quindi domanda, e offerta turistica.

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