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Overbooking

Ti sorprenderai nell’apprendere che, contrariamente a quanto si pensi, l’overbooking è una vera e propria strategia commerciale di Revenue Management. Eh già, non si tratta d’incapacità imprenditoriale o di scarsa valutazione del planning; tutt’altro, è sintomo di arguta intelligenza e politica volutamente devota al Revenue. 

L’overbooking viene utilizzato tantissimo nel settore travel & hospitality per ovviare al problema dei no-show. Nasce inizialmente per il settore aereo: molto spesso succedeva che i passeggeri che avevano acquistato il biglietto aereo, magari ad un prezzo scontato, non si presentassero oppure cancellassero il volo all’ultimo minuto il giorno della partenza lasciando così un posto vuoto a bordo dell’aereo.

Naturalmente questo comportava una perdita di profitti per la compagnia aerea non da poco se si considerano i costi fissi da sostenere (carburante, personale, manutenzione, sicurezza ecc..) e i mancati guadagni. 

Di qui la necessità di vendere più biglietti di quelli realmente disponibili di modo da garantirsi sempre un tasso di occupazione pari o poco inferiore al 100%. Successivamente, la pratica dell’overbooking è entrata a far parte anche del mondo alberghiero per massimizzare i profitti e azzerare i costi di un’eventuale camera invenduta. 

In termini di Legge, e anche dal punto di vista dell’ospite,l’overbooking è una violazione delle Condizioni di prenotazione; infatti gli articoli 1175 c.c. (comportamento secondo correttezza) e 1375 c.c. (buona fede contrattuale).  stabiliscono che 

l’albergatore è tenuto a “riproteggere” il cliente presso una struttura vicina, di pari categoria o superiore, accollandosi ogni spesa compresa quella del trasporto e avendo altresì il dovere alla restituzione del doppio della caparra versata.

 

Molto spesso, l’albergatore trova una camera d’appoggio in una struttura nelle adiacenze della propria e lascia inalterati gli altri servizi resi all’ospite (per cui il cliente pernotta presso altra struttura ma il trattamento di pensione completa si consuma nell’hotel originariamente prenotato; nel caso di un hotel stagionale, si dà accesso ai propri servizi di piscina, spiaggia, centro benessere etc..). Tutto ciò, per ovviare alla restituzione della caparra. 

 

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